IV Rapporto sulla Sorveglianza dei vaccini COVID-19: eventi tromboembolici e vaccino Vaxzevria


Il Comitato per la Valutazione del Rischio in Farmacovigilanza ( PRAC ) dell’EMA ( European Medicines Agency ) ha valutato un segnale relativo ad eventi tromboembolici a seguito di vaccinazione con Vaxzevria ( ex-COVID-19 Vaccine AstraZeneca ) nel mese di marzo 2021.

Sulla base dei dati disponibili, gli unici eventi per i quali non era possibile escludere completamente un ruolo del vaccino erano rappresentati da trombosi dei vasi che drenano il sangue dal cervello ( trombosi dei seni venosi intracranici o CSVT ) e trombosi di più vasi sanguigni in sede atipica, in alcuni casi, associati a bassi livelli di piastrine ( trombocitopenia ).
Si tratta di eventi avversi molto rari, segnalati soprattutto in donne di età inferiore ai 55 anni, che sono stati valutati anche con il supporto di un gruppo interdisciplinare di Esperti europei indipendenti.

A seguito di questa seconda valutazione, l’EMA ha concluso che i benefici del vaccino restano complessivamente superiori ai rischi e che gli eventi trombotici venosi in sedi inusuali, soprattutto a livello delle vene cerebrali ( trombosi dei seni venosi cerebrali ) e addominali ( trombosi venosa splancnica ), associati a bassi livelli di piastrine debbano essere elencati come effetti indesiderati molto rari di Vaxzevria.

Anche se la maggior parte dei casi si sono verificati in donne di età inferiore a 60 anni, non è stato possibile confermare i fattori di rischio predisponenti legati all’età e al sesso, tenendo presente che questo vaccino è stato somministrato soprattutto in persone con meno di 60 anni e prevalentemente di sesso femminile.
Inoltre, non è stato possibile identificare specifiche condizioni predisponenti a questi eventi avversi molto rari.

L’EMA ha inoltre raccomandato che l’uso di Vaxzevria durante le campagne di vaccinazione a livello nazionale tenga conto della situazione pandemica e della disponibilità dei vaccini nelle singole nazioni.
Allo stato attuale delle conoscenze, non è infatti noto il meccanismo alla base di queste trombosi associate a trombocitopenia e si ipotizza un fenomeno di tipo immunitario simile a quello osservato molto raramente in corso di trattamento con Eparina ( trombocitopenia indotta da Eparina o HIT ).
Per questo motivo, il monitoraggio di questi eventi continuerà e il PRAC ha richiesto nuovi studi e modifiche agli studi clinici in corso e continuerà a monitorare questi eventi con ulteriori possibili revisioni dei dati.
In ogni caso, a conclusione di questa ulteriore valutazione, l’EMA ha aggiornato ulteriormente le informazioni di sicurezza riportate nel Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto e nel Foglio Illustrativo del vaccino Vaxzevria nei paragrafi relativi agli effetti indesiderati e alle avvertenze e precauzioni d’uso.

Analisi dei dati

Al 26/04/2021, sono state inserite nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza complessivamente 29 segnalazioni di trombosi venose intracraniche e 5 casi di trombosi venose in sede atipica per il vaccino Vaxzevria.
La maggior parte di questi eventi ( 22 casi, 65% ) hanno interessato le donne con un’età media di circa 48 anni e solo in 1/3 dei casi circa gli uomini ( 12 casi, 35% ) con un’età media di circa 52 anni.
Il tempo medio di insorgenza è stato di circa 8 giorni dopo la somministrazione della 1a dose del vaccino Vaxzevria.
Complessivamente, in circa il 53% dei casi, l’evento trombotico è risultato associato a una riduzione del numero totale delle piastrine.
Nella maggior parte dei casi di trombosi venosa intracranica, il sintomo di esordio è stato il mal di testa, più spesso diffuso, molto intenso e associato ad almeno un altro sintomo fra malessere generale, sonnolenza e vomito.

I casi di trombosi venosa in sede atipica, invece, hanno interessato esclusivamente le strutture venose addominali ( vena mesenterica, vena porta ecc. ) con una presentazione clinica caratterizzata prevalentemente da sintomi gastrointestinali importanti ( soprattutto dolore addominale ).

In circa il 30% dei casi ( n=10 ), l’esito riportato al momento della segnalazione era la risoluzione della reazione avversa o il miglioramento, mentre il 23% dei casi è risultato ancora non-guarito al momento della segnalazione.

Il nesso di causalità valutato con l’algoritmo del WHO ( Organizzazione Mondiale della Sanità ) è risultato non-correlabile in 2 casi ( di cui 1 con decesso ), per la presenza di altre cause alternative dell’evento, indeterminato in 14 casi, per la presenza di fattori confondenti che non permettono di attribuire completamente l’evento al vaccino o di escluderne il ruolo, e correlabile in 5 casi ( tra cui 2 decessi descritti precedentemente ), per l’assenza di spiegazioni alternative all’evento.
Un caso è risultato inclassificabile per l’impossibilità di reperire informazioni utili alla valutazione del caso e 12 casi, per i quali si è in attesa di ulteriori dati, non sono stati ancora valutati.

In base alle informazioni anamnestiche ottenute al follow up, al momento non sono stati individuati fattori di rischio specifici per la comparsa di trombosi venose intracraniche o in sede atipica temporalmente associate al vaccino Vaxzevria. ( Xagena_2021 )

Fonte: AIFA, 2021

Xagena_Medicina_2021